Allergologia e immunologia pediatrica
Specialista in Pediatria e Neonatologia Allergologia e Immunologia Pediatrica
Negli ultimi anni, le allergie infantili sono diventate un problema sempre più comune, influenzando la qualità della vita di molti piccoli pazienti e delle loro famiglie. Asma, dermatite atopica, riniti allergiche, allergie alimentari e anafilassi sono solo alcune delle condizioni che richiedono una gestione accurata per garantire il benessere del bambino. Consultare un allergologo pediatrico è una scelta preziosa per il futuro dei propri figli poiché investire nella salute allergologica dei bambini non è solo un modo per gestire le allergie, ma anche per promuovere uno sviluppo sano del bambino. I test allergologici rappresentano il primo passo per identificare e controllare queste condizioni, permettendo ai bambini di vivere senza limitazioni e ai genitori di affrontare con serenità eventuali reazioni allergiche, garantendo loro il supporto necessario.
Importanza dell’allergologia e vantaggio di sottoporre il bambino ai test allergologici
• Il sistema immunitario dei bambini è ancora in fase di sviluppo e, per questo, possono essere più suscettibili a sviluppare reazioni allergiche a determinati alimenti, sostanze ambientali o farmaci.
• Sottoporre il bambino a un test allergologico, se c’è il sospetto di una reazione allergica, è essenziale per individuare le cause e personalizzare il trattamento.
• Questi test possono essere eseguiti in sicurezza e con grande accuratezza già nei primi anni di vita, o addirittura nei primi 30 giorni (pensiamo, per esempio, a un’allergia alle proteine del latte vaccino – APLV).
Identificare e trattare precocemente le allergie consente di:
A) Riconoscere un’allergia ai primi sintomi e intervenire tempestivamente, riducendo il rischio di reazioni gravi future.
B) Una volta identificati gli allergeni specifici, è possibile creare un piano terapeutico personalizzato che includa l’eliminazione dell’allergene, l’uso di farmaci (se necessario) o immunoterapie specifiche per desensibilizzare il bambino.
C) Ridurre il rischio di emergenze: sapere a cosa è allergico il bambino aiuta a prevenire situazioni critiche come l’anafilassi, soprattutto nel caso delle allergie alimentari.
D) Offrire tranquillità ai genitori: conoscere le cause dei sintomi consente ai genitori di proteggere efficacemente il proprio figlio, sia a casa che fuori.
E) Educare alla gestione: i test aiutano a comprendere come convivere con l’allergia, riconoscere i segnali di una reazione e sapere come intervenire.
Prima visita allergologica pediatrica
La prima visita allergologica serve a individuare le cause delle manifestazioni allergiche e proporre il trattamento più adeguato. Si svolge come una normale visita pediatrica, cercando di mettere il bambino a proprio agio. Con i genitori si raccoglie un’anamnesi dettagliata, considerando eventuale familiarità per malattie allergiche (alimentari, respiratorie, da contatto o da farmaco).
Segue l’esame obiettivo del bambino. Il passo successivo è la conferma della condizione allergica e la scelta del test più indicato (prick test, prick by prick). Se l’età lo consente, in caso di allergia respiratoria, si esegue anche una spirometria per valutare i volumi polmonari e rilevare eventuali sindromi ostruttive o restrittive.
È fondamentale non limitarsi alla diagnosi, ma fornire ai genitori gli strumenti per comprendere, prevenire e curare le allergie del bambino.
Come preparare il bambino ai test allergologici?
Per il test non è necessario il digiuno, ma è importante sospendere farmaci antistaminici o cortisonici circa una settimana prima. È sempre consigliabile chiedere indicazioni al pediatra o all’allergologo.
Se il bambino è in grado di comprendere, spiegategli che andrà in ambulatorio per un esame che consiste in piccoli pizzichi sul braccio. Evitate di ingannarlo. Portate un libro o un gioco, perché sarà necessario attendere 15-20 minuti per la lettura del test.
Quando è opportuno sottoporre il bambino ai test allergologici?
I sintomi allergici possono essere vari (prurito, naso chiuso, arrossamenti, eruzioni cutanee, asma, epistassi, cefalea) e interessare diversi distretti. È fondamentale prendere in considerazione tutte le diagnosi differenziali per giungere a una diagnosi precisa.
I test cutanei sono una tappa obbligata in età pediatrica, poiché circa il 30% dei bambini soffre di allergie, secondo l’OMS. I test possono essere effettuati a qualsiasi età, anche nei neonati (es. prick by prick per APLV), ma l’età più comune per iniziare è tra i 3 e i 5 anni.
Quali sono i test e in cosa consistono?
Spesso i sintomi allergici nei bambini assomigliano a quelli di un’influenza o raffreddore. I test allergologici aiutano a identificare le sostanze sensibilizzanti, sia sulla pelle (prick test), sia tramite esami del sangue (IgE).
Nel prick test si applica una goccia dell’allergene sulla pelle dell’avambraccio e si esegue una leggera puntura con ago sterile. Dopo 15-20 minuti, un pomfo indica sensibilizzazione.
Per completare la diagnosi, si può ricorrere al dosaggio delle IgE specifiche. Nei casi complessi, si eseguono test molecolari o screening multiallergenici quantitativi per individuare le sensibilizzazioni multiple.
Prick-Test per allergie
Il prick-test è un esame cutaneo per verificare la reazione a specifici allergeni. Piccole quantità delle sostanze sospette vengono applicate sull’avambraccio e fatte penetrare nella pelle tramite piccole punture. Una reazione cutanea (pomfo con alone rosso) suggerisce una sensibilizzazione.
I patch test sono utilizzati per la diagnosi delle dermatiti da contatto. Si applicano cerotti contenenti le sostanze da testare sulla schiena del paziente. Dopo 48-72 ore, il medico allergologo esegue la lettura della reazione cutanea.
È un check-up allergologico in vitro, utile nei soggetti con sensibilizzazioni multiple da indirizzare verso l’immunoterapia, e per distinguere allergie alimentari lievi da quelle potenzialmente gravi.
Cosa si intende per immunizzazione per allergia?
L’immunizzazione, o immunoterapia specifica (ITS), è indicata per allergie respiratorie (pollini, acari, muffe) o da imenotteri. Consiste nella somministrazione progressiva di dosi crescenti dell’allergene per desensibilizzare l’organismo.
Questi test valutano la presenza di un’intolleranza alimentare, che attiva le IgG, a differenza delle allergie che attivano le IgE. Sono indicati per identificare reazioni avverse non allergiche agli alimenti.
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