Lo shock anafilattico nel bambino. Cos’è e come trattarlo
Lo shock anafilattico è una reazione allergica grave che può mettere a rischio la vita, insorgendo improvvisamente e peggiorando rapidamente. È causato da una risposta anomala del sistema immunitario a sostanze come alimenti (uova, latte, frutta secca), farmaci, punture di insetti o lattice. Nei bambini, l'anafilassi può manifestarsi anche al primo contatto con un allergene, soprattutto nei soggetti con dermatite atopica.
Lo shock anafilattico o anafilassi è una reazione allergica grave e pericolosa per la vita. Inizia all’improvviso e peggiora molto rapidamente: può verificarsi dopo pochi secondi o minuti di esposizione a qualcosa a cui si è allergici come, ad esempio, le arachidi o il veleno iniettato dalle punture di api. Lo shock anafilattico è un’emergenza che richiede un intervento medico rapidissimo.
Il termine anafilassi significa letteralmente “iper-protezione”, offerta da meccanismi del sistema immunitario che causano un danno all’organismo.
In caso di shock anafilattico il sistema di difesa naturale del corpo (sistema immunitario) rilascia una serie di sostanze chimiche che provocano un abbassamento improvviso della pressione sanguigna e una restrizione delle vie respiratorie con blocco della respirazione.
I fattori scatenanti più frequenti sono attribuibili a:
- alimenti (in particolare uova, grano, frutta secca, latte e anche alcuni coloranti alimentari)
- farmaci
- punture di imenotteri
- lattice
- agenti diagnostici
- trasfusioni
- vaccini
Le allergie alimentari sono tra le patologie croniche più diffuse in Italia. Colpiscono 5 bimbi su 100, con un picco nei primi 3 anni di vita. Nel bambino l’anafilassi può presentarsi all’ingestione per la prima volta di un alimento o attraverso un contatto con la cute, specie nei soggetti con dermatite atopica.
I sintomi possono comparire immediatamente o poche ore dopo il contatto con l’agente causale.
Le manifestazioni cliniche gravi compaiono generalmente entro 30 minuti, un’ora (reazioni meno gravi sono state descritte anche fino a 4 ore). Più l’esordio è precoce più la reazione è grave. Esistono risposte bifasiche con scomparsa o attenuazione dei primi sintomi e una ripresa a distanza di 1-3 ore (ma anche oltre) dalla comparsa dei primi segni clinici.
I piccoli pazienti, dopo la reazione anafilattica, vanno tenuti sotto osservazione in ambiente protetto per un periodo di almeno 12-24 ore.
I sintomi relativi all’anafilassi sono estremamente
variabili ed interessano:
-
- le vie aeree: le vie aeree sono a rischio ostruzione o sono già ostruite. Il bambino manifesta stridore inspiratorio, una voce rauca ed edema della lingua. Ci possono essere segni di insufficienza respiratoria a causa dell’edema laringeo e dei tessuti molli. Può comparire dispnea ingravescente, sibili e alterazione da ipossia;
- la circolazione: la vasodilatazione provoca ipotensione, tachicardia e riduzione del livello di coscienza. Si instaura una ipovolemia relativa ed un aumento della permeabilità capillare con stravaso extravascolare di fluidi;
- la cute: possono manifestarsi iperemia improvvisa, pallore, sudorazione, orticaria generalizzata, angioedema.
- l’apparato gastroenterico : vomito, diarrea profusa.
La diagnosi è sostanzialmente clinica. I primi segni a cui prestare attenzione nel bambino sono: battito cardiaco rapido e debole, orticaria, nausea e vomito.
È altresì fondamentale che i genitori siano educati a riconoscere eventuali rischi ed effetti avversi che si possono presentare anche in vacanza o ad una festa e che vanno dalla semplice orticaria allo shock anafilattico.
Come agire in caso di shock anafilattico?
- Chiamare il 118
- Allontanare la causa scatenante
- Posizionare il bambino nella maniera più confortevole (alcuni bambini con difficoltà respiratoria possono preferire di rimanere seduti)
- Cercare di tranquillizzare il bambino
- Controllare il polso e la respirazione. Se necessario eseguire il massaggio cardiaco o altre misure di primo soccorso
- Somministrare l’adrenalina (epinefrina), attraverso un autoiniettore, se disponibile. Se il bambino soffre di un’allergia conosciuta può disporre dei propri medicinali in caso di attacco.
Il farmaco salvavita è l’adrenalina che farà cessare la reazione in pochi minuti, poiché farà battere il cuore più rapidamente e rilasserà i muscoli delle vie respiratorie, riducendo il gonfiore e migliorando il flusso sanguigno al cervello.
L’adrenalina deve essere prescritta ad ogni bambino con pregresso episodio di anafilassi grave (tipo 4-5). La somministrazione di adrenalina endovena è solo di competenza specialistica.
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